L’estate del Gran Paradiso: 5 esperienze tra natura e cultura per scoprire il territorio con Fondation Grand Paradis.

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Con la bella stagione, il Parco Nazionale Gran Paradiso, il primo parco nazionale d’Italia, si rivela in tutta la sua bellezza, confermandosi una destinazione ideale per un viaggio tra natura, cultura e scoperta del territorio. In questo contesto, nel versante valdostano, Fondation Grand Paradis dal 1998 svolge un ruolo centrale nella valorizzazione e tutela dell’identità locale, promuovendo progetti, eventi e iniziative che intrecciano patrimonio naturalistico e culturale, dalle tradizioni locali all’enogastronomia, fino alle espressioni artistiche.

Tra primavera ed estate, grazie alle bellezze naturali e all’attenta valorizzazione del territorio, il Gran Paradiso si trasforma in un vero e proprio mosaico di esperienze, offrendo molteplici occasioni per esplorarlo da prospettive diverse: dall’osservazione della fauna simbolo del Parco alle escursioni lungo sentieri panoramici immersi nella natura; dalla scoperta delle testimonianze storiche della vita alpina, fino alle proposte culturali che animano la valle. A rendere il tutto ancora più coinvolgente e accessibile contribuisce anche la S.I.B.I.L.L.A. del Gran Paradiso, sistema di intelligenza artificiale ideato da Fondation Grand Paradis come strumento di conoscenza del territorio, capace di accompagnare i visitatori con racconti, curiosità e percorsi personalizzati.

Ecco, quindi, le cinque esperienze da non perdere quest’estate per vivere il Gran Paradiso in un viaggio autentico tra natura, cultura e tradizioni.

  1. Lasciarsi ispirare dal Gran Paradiso Film Festival
    Punta di diamante dell’estate valdostana ed evento culturale di riferimento di Fondation Grand Paradis, il Gran Paradiso Film Festival è tra i più longevi festival internazionali di cinematografia wildlife: nato nel 1984 e giunto alla 29ª edizione, quest’anno si terrà dal 27 luglio al 9 agosto. Un appuntamento che, anno dopo anno, è capace di trasformare il Parco in un palcoscenico diffuso dove cinema, scienza e divulgazione si incontrano attraverso proiezioni, incontri e momenti di approfondimento aperti al pubblico. Più che un festival, il GPFF è un’esperienza immersiva che, attraverso il linguaggio del cinema, racconta la biodiversità e stimola una riflessione sulla convivenza tra uomo e natura e sulle sfide della conservazione. “Il festival ci invita a leggere il mondo attraverso le tensioni che lo attraversano: ‘Dominio e coesistenza’, questo sarà tema della 29° edizione” commenta Luisa Vuillermoz, Direttrice di Fondation Grand Paradis e Direttrice Artistica del festival – “La natura diventa uno specchio del presente, un linguaggio attraverso cui comprendere le dinamiche che attraversano la nostra società. Da non perdere quest’anno gli appuntamenti del grande cinema di natura, con le prime italiane di film che hanno ricevuto i riconoscimenti più importanti a livello internazionale e gli incontri e le riflessioni del De Rerum Natura, con personalità internazionali che ci aiutano a interpretare il nostro tempo. Il tutto negli scenari maestosi del Gran Paradiso, dove il paesaggio non è sfondo ma parte integrante dell’esperienza. È qui che il festival si compie davvero, nella relazione tra immagini, pensiero e montagna. Nel Gran Paradiso, dove nomen omen”.
  2. Avvistare la fauna simbolo del Parco
    Sempre a tema natura e fauna selvatica, non può mancare l’incontro con la straordinaria biodiversità del Gran Paradiso, per vivere un autentico momento di esperienza del Parco. Qui, specie simbolo come stambecco, aquila reale, gipeto, gufo reale, lupo e lince diventano protagoniste di un ecosistema alpino fragile e prezioso, da osservare e comprendere nel suo equilibrio naturale. I Centri Visitatori di Cogne e Rhêmes-Notre-Dame offrono un accesso privilegiato a questo mondo. Nel primo, un percorso interattivo e immersivo guida i visitatori attraverso ambienti tematici dedicati all’acqua, al bosco, al pascolo, alla fauna e all’uomo, secondo il principio del “conoscere per conservare”. Installazioni multimediali e spazi sensoriali raccontano la missione del Parco e il suo impegno nella tutela della natura. A Rhêmes-Notre-Dame, invece, il racconto si concentra sul ritorno del gipeto, il più grande avvoltoio europeo, reintrodotto con successo dopo la sua estinzione. La mostra “Bentornato Gipeto” ne ripercorre la storia e presenta altre specie emblematiche, come il gufo reale, un grande rapace notturno dal volo silenzioso, e la lince, raro felino la cui presenza nel territorio è oggetto di attività di monitoraggio. Questi centri rappresentano il punto di partenza ideale per scoprire la ricchezza naturale del Gran Paradiso e conoscere da vicino le specie simbolo del Parco.
  3. Vivere il Parco attraverso trekking e sentieri panoramici
    Un altro modo per scoprire il territorio in maniera autentica e immersiva è percorrere la fitta rete di sentieri che attraversa il Parco, tra vallate alpine, foreste di conifere, laghi glaciali e rifugi d’alta quota. Grazie al progetto Giroparchi, che mette in connessione il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco Naturale Mont Avic, è stata realizzata una carta escursionistica dedicata all’area valdostana dei due parchi, con otto itinerari contraddistinti da colori diversi e pensati per rispondere a differenti livelli di preparazione ed esigenze. Dai sentieri panoramici alle traversate più impegnative, ogni percorso attraversa ambienti spettacolari e selvaggi, offrendo occasioni privilegiate per osservare la fauna alpina, ripercorrere antiche mulattiere reali e ammirare paesaggi modellati dai ghiacciai. Tra gli itinerari più suggestivi spicca la “Balconata del Gran Paradiso” (Itinerario Blu), un anello panoramico in Valsavarenche che segue le storiche mulattiere reali, antichi percorsi di montagna costruiti per essere attraversati da muli e altri animali da soma. Ai piedi del massiccio del Gran Paradiso, il sentiero alterna rifugi iconici, come il Federico Chabod e il Vittorio Emanuele II, a valloni più remoti e silenziosi, regalando vedute sui ghiacciai e tramonti suggestivi d’alta quota. Più impegnativo e immerso in ambienti meno frequentati è invece il percorso Nero, “All’ombra della piramide della Grivola”, che attraversa scenari di straordinaria bellezza naturalistica, tra traversi attrezzati su versanti scoscesi, bivacchi e spettacolari fioriture, sempre ai piedi dell’inconfondibile profilo del monte Grivola, che raggiunge i 3.969 metri di altitudine. Per chi desidera esplorare il volto più boschivo del Parco, l’itinerario Verde si snoda attraverso le grandi foreste della Val di Rhêmes e della Valsavarenche, tra pendii ricoperti di conifere e ambienti appartati, particolarmente suggestivi nelle stagioni intermedie. L’itinerario Giallo, intitolato “Verso il ghiacciaio della Tribolazione”, conduce invece nella scenografica Valnontey, offrendo scorci ravvicinati sui ghiacciai del Gran Paradiso e frequenti occasioni di avvistamento di stambecchi e camosci nei pressi del Rifugio Vittorio Sella e del lago Lauson. Per gli escursionisti più allenati, infine, il percorso Rosso rappresenta una vera e propria traversata naturalistica tra il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco Naturale Mont Avic. L’itinerario si sviluppa in più tappe, collegando vallate, colli che superano i 3.000 metri di quota e antiche mulattiere reali, tra panorami spettacolari e la possibilità di osservare da vicino alcune delle specie simbolo dell’ambiente alpino, come aquile reali, gipeti, marmotte, camosci e stambecchi. Un’esperienza che intreccia avventura, natura e memoria storica, permettendo di scoprire il Gran Paradiso nel suo volto più autentico e suggestivo.
  4. Scoprire il patrimonio storico e culturale del territorio
    Il Parco Nazionale Gran Paradiso non custodisce soltanto paesaggi spettacolari e una straordinaria biodiversità alpina, ma anche un ricco patrimonio storico e culturale che racconta l’identità più autentica delle vallate valdostane. Tra castelli medievali, siti archeologici e luoghi simbolo della memoria alpina, il territorio invita a intraprendere un viaggio alla scoperta della storia, dell’architettura e delle tradizioni locali. Tra le tappe più significative spicca il Castello di Introd, riconoscibile per la sua particolare struttura poligonale e circondato da un suggestivo parco alberato. Antica residenza nobiliare legata alla storia sabauda, rappresenta ancora oggi uno dei luoghi storici più affascinanti della valle. Poco distante, la Cripta di Saint-Léger conserva preziose testimonianze medievali e custodisce un’atmosfera raccolta, capace di evocare le origini religiose del territorio. Il complesso di Châtel-Argent, con i resti del castello e l’elegante torre romanica affacciata sulla vallata, offre invece uno straordinario punto panoramico e permette di riscoprire il ruolo strategico che queste fortificazioni rivestivano nel passato della regione alpina. A completare questo itinerario tra cultura e natura è il Giardino Botanico Alpino Paradisia di Cogne, un autentico laboratorio a cielo aperto dedicato alla flora di montagna. Situato ai piedi del massiccio del Gran Paradiso, ospita centinaia di specie alpine provenienti da diverse catene montuose del mondo e offre l’opportunità di scoprire la straordinaria varietà botanica degli ecosistemi d’alta quota. Tra fioriture, percorsi didattici e ambienti naturali ricostruiti, Paradisia rappresenta una tappa ideale per comprendere il delicato equilibrio tra uomo, paesaggio e biodiversità che caratterizza il territorio del Parco.
  5. Visitare le opere dell’artista valdostano Donato Savin
    Espressione artistica contemporanea del territorio sono le opere di Donato Savin, autentici ponti tra uomo, memoria e natura, che invitano a osservare il paesaggio alpino con uno sguardo nuovo, intimo e profondamente poetico. La mostra “La Vita attorno a Me” e l’installazione “Per Aspera ad Astra”, promosse nell’ambito delle attività culturali di Fondation Grand Paradis, raccontano il profondo legame tra l’artista valdostano e il territorio che lo ispira, trasformando elementi naturali, materiali e scorci montani in occasioni di riflessione sul rapporto tra ambiente, identità e comunità. Visitabile presso il Centro Visitatori di Cogne, “La Vita attorno a Me” accompagna il pubblico in un percorso immersivo attraverso opere che nascono dall’osservazione attenta del paesaggio alpino. Boschi, animali, atmosfere e frammenti di vita rurale evocano il ritmo lento della montagna e la fragile armonia dell’ecosistema locale. Attraverso una sensibilità profondamente radicata in Valle d’Aosta, Savin restituisce un’immagine della natura che va oltre quella di semplice scenario, rappresentandola come una presenza viva, con cui l’uomo è chiamato a entrare in relazione. A questo dialogo si affianca “Per Aspera ad Astra”, un’installazione monumentale visitabile gratuitamente fino al 15 luglio 2026 presso la sede di Cogne Acciai Speciali ad Aosta, prima del suo trasferimento definitivo in piazza a Cogne, previsto per il 27 luglio in occasione del Gran Paradiso Film Festival. La collocazione dell’opera completerà il progetto espositivo “La Vita attorno a me”, destinato così a diventare permanente. Realizzata in acciaio, pietra e magnetite, materiali che richiamano la storia industriale e mineraria della valle, l’installazione assume la forma di un albero che affonda le radici nella terra e si slancia verso il cielo, evocando resilienza, rinascita e trasformazione. Insieme, le due opere compongono un unico racconto artistico dedicato alla forza vitale della natura e al dialogo profondo tra paesaggio, comunità e creatività contemporanea.

Per maggiori informazioni:
www.grand-paradis.it
Ufficio stampa Fondation Grand Paradis
DAG Communication | grandparadis@dagcom.com
Miriana Cappella | mcappella@dagcom.com | +39 370 1569522
Giulia Leo | gleo@dagcom.com | +39 328 8590661

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